ritagli di sport

10 aprile 2006

Elezioni. Le formazioni.

Filed under: Uncategorized — filnax @ 12.07 pm

Niente incasso record. Lontano il tutto esaurito tipico degli stadi bulgari. La vigilia è stata caratterizzata da continui sfottò tra le due curve. Nonostante la pretattica degli allenatori, possiamo anticiparvi le formazioni  ufficiali.

La Casa delle Libertà scende in campo con un aggressivo 4-3-3, modello Zeman. Tre punte che fanno molto movimento e centrocampisti in bilico tra difesa e attacco. A fisarmonica. Ecco l’undici:

Claudio Scajola (portiere): un curioso cambio e inedito cambio di ruolo. Nel trionfale match del 2001 era il regista, dal grande senso tattico. Dopo una brutta espulsione per un insulto ad un martire delle vittime del (neo)comunismo ha faticato non poco a ritrovare posto in squadra. Sebbene il commento generale sia “non è più quello di una volta”, il Cavaliere. Rompicoglioni

Marcello Pera (terzino destro): a lui è affidata la difesa dell'identità della squadra. Non vuole stranieri in squadra. Marcatore vecchio stampo. Tendenza Claudio Gentile, versione España 82. Mordente.

Lorenzo Cesa (difensore centrale): un avviso di garanzia durante una trasferta calabrese lo ha un po' demoralizzato. Scende in campo con una vistosa fasciatura. Acciaccato.

Gianni Alemanno (difensore centrale): unico reduce della squadra di An passato indenne dalla congiura anti Fini. Impegnato anche nella Campidoglio League, non risparmia energie. Trottolino. 

Antonio Martino (terzino sinistro): una volta giocava a centrocampo (economia) da cinque anni gioca in Difesa e gli piace molto. Ogni tanto ripensa alla convocazione rifiutata nell'All star Game della Nato. Militante.

Giulia Buongiorno (centrocampista di destra): il nuovo acquisto voluto da Fini. Estrosa, capace di dribbling impensabili. Memorabili i suoi assist alla vecchia gloria, Divin Giulio. Evvai.

Giulio Tremonti (centrocampista centrale) il Cavaliere si fida solo di lui. A lui ha affidato il la  regia del gioco e di innervosire gli avversari con falli sulle tasse. È un incrocio tra Pirlo e Gattuso. Saccente.

Marco Follini (centrocampista di sinistra). Smoccola per novanta minuti sull'inadeguatezza del modulo. Predilige schemi più guardinghi, in stile Trap. Vorrebbe una squadra arroccata in difesa a rintuzzare gli attacchi avversari, per poi partire in contropiede. Chiede poi con insistenza di mandare in tribuna la punta centrale, ma non lo ascolta nessuno. Medita un cambio di casacca. Attendista 

Gianfranco Fini (punta destra): secondo lo schema zemaniano dovrebbe essere il Rambaudi della situazione. Solo è un po' pigro per sgroppare sulla fascia tutti i novanta minuti. Si accentra spesso, a volte scambia posizione con l'altra punta laterale, mostrandosi più a sinistra di Casini. Come Martins arriva spesso sfiancato davanti al portiere e si impappina da solo. Egoista.

Silvio Berlusconi (punta centrale): per il modulo scelto, il modello sarebbe Ciccio Baiano, lui si ispira a Andrey Shevchenko, ma in realtà somiglia più all’ultimo Adriano. Grandi potenzialità, ma in un periodo poco florido. Nervoso, insulta gli avversari e recrimina con i compagni per i pochi assist. Non l'aggrada neppure l'arbitro Carlo Azeglio per falli da rigore ignorati. Attenzione però ai dribbling e tunnel, quando s’invola sull’Ici. Imprevedibile.

Pierferdinando Casini (punta sinistra) Per un cuore rossoblù come lui il richiamo a Beppe Signori è fin troppo facile. Come l'ex capitano del Bologna punta a trascinare la squadra alla vittoria, prova a tirare da tutte le posizioni a volte in maniera un po' velleitaria. Sembra quasi Recoba. Accentratore.

Dall’altra parte lUnione, si schiera con una prudente 4-3-2-1. Il cosiddetto “albero di Natale”, che tanto piaceva a Carlo Ancelotti. La formazione prevista è la seguente:

Oliviero Diliberto (portiere): ringalluzzito dopo un rigore parato nella trasferta di Matrix, eccede in ruote di pavone in stile Higuita. Vanaglorioso

Clemente Mastella (terzino destro) nella partite di qualificazione non ha brillato, tanto che qualche suo compagno ha pensato stesse per tornare s protagonista del calciomercato di riparazione. Come già accaduto. Nel ’94 era dall’altra parte. Smagato.

Franco Marini (difensore centrale): poco appariscente. E' in una fase di passaggio. Cresciuto calcisticamente alla scuola Cisl della marcatura a uomo, dei tacchetti sulle caviglie dell’avversario, mal si adatta al metodo della zona. Un po’ contronatura evita scontri duri e punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella federazione giuoco calcio (presidenza del Senato). Signorile.

Alfonso Pecoraro Scanio (difensore centrale) molto falloso, stile Montero, spesso buca l'intervento. Ha una buona intesa con il portiere e ha deciso di scendere in campo con lui a braccetto. Ogni tanto prova anche a rilanciare il gioco, regolarmente sulla fascia sinistra. Farfallone.

Enrico Boselli (terzino sinistro) dopo stagioni piuttosto incolori, vive un momento di grande forma. Una sorta di Paolo Maldini, peccato che il capitano del Milan simpatizzi per l’altra squadra. In panchina il suo alter ego è Emma Bonino, unica donna della partita. Baldanzoso.

Antonio Di Pietro (centrocampista di destra): sbuffa, corre e si sbraccia. Ammicca al pubblico (specie quello dei connazionali all’estero) e si è scritto con caratteri più grandi il nome sulla maglia per non passare inosservato. Ma i compagni lo ignorano. Regolarmente Ninì a metà partita va a lamentarsi con il centravanti. Ioquellolosfascio.

Massimo D'Alema (regista): nonostante il ruolo defilato è lui a dettare i tempi della manovra. Non ama gli individualismi dei due fantasisti e la staticità della punta. Predilige il gioco veloce e lanci in profondità. Non si fa intimorire dalle entrate dure, dai tackle, da tifoso romanista ha imparato da Totti a non cadere nel fallo di reazione. Basta che non si pronunci il nome Unipol. Lì non resiste. E mena. Farnesino.

Fausto Bertinotti (centrocampista di sinistra): sgroppa sull’out, arriva spesso sfiancato sul fondo per crossare. Sarà la voglia di diventare numero uno a Montecitorio, ma manca l'intesa con il terzino sinistro Enrico Boselli, che gli si sovrappone sulla fascia sinistra su temi spinosi come diritti civili e laicità mettendolo in difficoltà. Istituzionale.

Francesco Rutelli (fantasista di destra): uno dei due rifinitori. Copre il settore destro della formazione, in grande forma. Nella partita persa dell’altro campionato giocava di punta, ora preferisce un ruolo più arretrato. Come Mihajlovic e Recoba fa bimbumbam con l'altro fantasista su chi batte le punizioni che coinvolgono il Vaticano (laicità, fecondazione, pacs). Accreditato. 

Piero Fassino (fantasista di sinistra): viene da un infortunio sulle banche e cooperative, che l’ha costretto ad una terapia di riabilitazione. Poca tecnico, predilige il lavoro di quantità. Arretra anche in area di rigore pur di recuperar palla. Ministeriale.

Romano Prodi (centravanti). Poco mobile, baricentro basso, stile Gerd Muller Germania 1974, attende l'occasione giusta passeggiando in area di rigore avversaria. Una occasione e ti fulmina. Si prodi-ga molto a dar disposizioni ai compagni per evitare inutili dualismi. Ha sofferto quando qualcuno ha chiesto la sostituzione con il centravanti di riserva Walter Veltroni, idolo del pubblico. Spietato. 

Filippo Nassetti 

(Ritagli di sport, 10 aprile 2006)

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