ritagli di sport

7 febbraio 2006

Trilogia per capire perché l’Italia ha sdoganato il rugby. Anche a sinistra.

Filed under: books,rugby — filnax @ 4.15 pm

Il rugby, come i suoi giocatori, sta alzando fiero la testa. Un contagio di passione si propaga tra gli sportivi italiani. Sarà per la scarsa credibilità del calcio, sarà per la crisi della Ferrari, sarà per la stanchezza di trent’anni di attesa di un nuovo Panatta, il rugby vive un momento di riscatto. Sempre visto come uno sport importato e avulso alla tradizione del paese. Roba da Commonwealth. Da sei anni l’inversione di tendenza. Una risalita iniziata con l’ingresso dell’Italia nell’Olimpo del Sei Nazioni. Sabato nella partita d’esordio a Dublino, gli azzurri hanno messo paura all’Irlanda. Qualche decisione dubbia arbitrale non ha scatenato polemiche. Tuttalpiù un’alzata di sopracciglia.  Piace il rugby per la sua etichetta. Lo sport fisico per eccellenza dove non esistono isterismi, calcetti vigliacchi o scene di simulazione. Gli atleti si confrontano a suon di testate con fair play. Qui l’etica vince sulla furbizia, non c’è traccia di doping o di combine. Non servono reti o schieramenti di forze dell’ordine per dividere i tifosi, né si appendono striscioni nazisti. Gli arbitri sono rispettati ed esiste una moviola pacifica e serena. Le immagini al rallenty non servono per litigare al bar, ma solo all’arbitro in caso di un umanissimo dubbio.

Sul rugby è cresciuta l’attenzione editoriale. A disposizione, per chi vuole saperne di più, una trilogia – un po’ apologetica – sulla palla ovale. Marco Tilesi e Manfredi Griffone in  “Elogio del rugby” (Castelvecchi) ripercorrono il percorso di avvicinamento al grande pubblico, dalle riunioni carbonare nei pub alle migliaia di tifosi al seguito della nazionale all’estero. Si tratta di una nuova edizione a cui è stata aggiunta la storia dei campionati più importanti, per club e per nazioni. “Nella precedente alla descrizione dei miti e dei riti del rugby non si accompagnava quella pratica. Un po’ come se in un elogio al calcio non si menzionasse la Juventus e il Brasile”, così gli autori spiegano il restyling. L’aggiornamento ha coinvolto anche le pagine sulla nazionale. Via l’intervista all’ex ct John Kirman, neozelandese, e dentro quella del suo successore, il francese Pierre Berbizier.

Il fango e l’orgoglio” (Nutrimenti) è nato ai bordi di un campo di periferia romana. “Accompagnando mio figlio Giorgio agli allenamenti ho maledetto il tempo trascorso. Avrei voluto sudare anch’io su campi spelacchiati a rincorrere l’ovale. Una visione dello sport a cui non siamo abituati, non volta al risultato, ma alla crescita dell’individuo”, racconta Gregorio Catalano, giornalista del Corriere della sera. Scritto a quattro mani con Daniele Pacini, responsabile dell’Unione rugby capitolina, il libro narra le vicende di un giocatore immaginario sulla base di aneddoti reali. All’interno un’ampia intervista a Massimo Mascioletti, l’ex allenatore della nazionale che, insieme con il francese Georges Coste, ha condotto l’Italia nel Sei Nazioni, mentre la prefazione è firmata dal comico di Zelig ed ex giocatore Claudio Bisio.

 A chiudere la trilogia “Quelli che il rugby” (manifestolibri) dell’ex tallonatore Flavio Pagano. Un romanzo dove l’uovo da rincorrere rappresenta l’aspetto mistico e metafisico. “I giocatori ne devono subire i capricci del rimbalzo, perché sono mortali e non possono essere padroni del destino: non fanno parte del mondo soprannaturale che l’ovale rappresenta. Essi sono ben piantati con i piedi per terra, e devono spingere, correre, placcare: sopravvivere.” Secondo il periodico Carta, Pagano contribuisce allo sdoganamento a sinistra del rugby, spesso visto come uno sport fascisteggiante. Un mito il cui abbattimento è la ragione sociale degli All Reds, team nato in un centro sociale romano. Il loro manifesto declama: “lealtà e rispetto per la squadra e per l’avversario, non sete di annientare il “nemico” di turno; Dignità e agonismo, non onore e trionfo; Collettività nella difficoltà, non personalismo nella gloria”.

Filippo Nassetti

(Il Foglio, 7 febbraio 2006)  

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: